Ex Manifattura Tabacchi di Bari
L'Ex Manifattura Tabacchi di Bari è un imponente complesso industriale situato nel cuore del quartiere Libertà, tra via Crisanzio e via Nicolai. Essa si erge come un'eccezionale testimonianza di archeologia industriale e rappresenta un epicentro di una delle più significative operazioni di rigenerazione urbana nel Mezzogiorno d'Italia.
Il suo percorso storico, lungo oltre un secolo, riflette la trasformazione socio-economica della città: da "cattedrale del lavoro" a polo di un'economia basata sulla conoscenza.
Storia dell'Opificio (1913–1982)
Nascita e Architettura
L'edificazione della Manifattura si colloca in un periodo di grande fermento per Bari, all'inizio del XX secolo. Lo Stato italiano, attraverso i Monopoli, decise di potenziare la produzione di tabacco, considerata un affare strategico.
La costruzione dell'impianto barese, avviata nel 1908 su impulso del re Vittorio Emanuele III e completata nel 1913, rispondeva a questa logica. L'opificio, in stile Liberty, si presenta come un susseguirsi di tetti spioventi che coprono caseggiati rosa disposti in maniera ordinata. Entrò in funzione nel primo decennio del secolo, in un periodo in cui Bari aveva già raggiunto i 100.000 abitanti (dato del 1911).
La struttura è localizzata nella zona attualmente compresa tra via Nicolai, via Libertà, via Crisanzio e via Ravanas. L'amministrazione comunale nel maggio 1904 cedette allo Stato il suolo e provvide a dotarlo dei servizi essenziali (come strade, condotte idriche e fognatura).
Impatto Sociale e le "Tabacchine"
L'impatto della Manifattura fu profondamente sociale, divenendo un motore di sviluppo per l'intera area. La fabbrica diede lavoro a migliaia di persone, attirando manodopera anche da altre province come il Salento. Il quartiere Libertà sorse letteralmente attorno alla fabbrica.
Il complesso è indissolubilmente legato alla figura delle "tabacchine", circa mille operaie (a fronte di un centinaio di operai maschi) che producevano sigari e sigarette. Queste donne sono considerate un simbolo di emancipazione occupazionale femminile e divennero una fucina di coscienza politica e sociale. Grazie al loro impegno sindacale, riuscirono ad eleggere Luigia De Marinis, la prima consigliera comunale donna di Bari nel dopoguerra.
Le operaie addette alla riparazione impiegavano strumenti come forbici, bisturi, pinze, tamponi e solventi. Dovevano raschiare i punti danneggiati e usare l'acetone e una pressa metallica per correggere i graffi. Alle dipendenti veniva distribuita una bottiglia di latte per scopo terapeutico, poiché il contatto quotidiano con l'acetone rischiava di danneggiare la loro salute.
Declino e Chiusura
A metà degli anni Sessanta, la "Reale Manifattura" smise di produrre sigarette, continuando a funzionare solo come deposito. Negli anni '70, l'inadeguatezza della collocazione urbana e l'obsolescenza portarono alla decisione di delocalizzare. La chiusura definitiva delle attività nella sede storica avvenne nel 1982, anno in cui fu inaugurata la nuova Manifattura nella zona industriale di Bari.
La Fase di Transizione e il Degrado (Post-1982)
Dopo la chiusura, la struttura è stata utilizzata temporaneamente per altri scopi. Ad esempio, un'ala dell'edificio fu appositamente ristrutturata (con un costo di circa 900 milioni di lire) per ospitare, dal 14 luglio al 24 ottobre 1986, il processo contro 186 presunti affiliati alla "Nuova camorra pugliese", fungendo da Tribunale.
Attualmente, l’Ex Manifattura Tabacchi versa in condizioni critiche, ed è considerata il mercato più degradato della città, con problemi di infiltrazioni, muri deteriorati e diversi box inutilizzabili. I problemi di degrado lamentati dai mercatali, inclusi box chiusi, serrande arrugginite e pavimentazioni sconnesse, accomunano questa struttura ad altri mercati cittadini come quelli di Sant’Antonio, corso Mazzini, Santa Scolastica e Santa Chiara.
Progetti di Rigenerazione
L'Ex Manifattura Tabacchi è il soggetto di importanti interventi di riqualificazione.
Il Concorso di Idee e la Visione Strategica
La svolta decisiva per una riqualificazione organica è arrivata nel 2016 con il concorso di idee "Mani-Futura", indetto da Invimit Sgr (Ministero dell'Economia e delle Finanze) e dal Comune di Bari. Il progetto vincitore, chiamato "Non+Fumo", mira a sviluppare una visione unitaria per l'intero complesso, collegando la porzione di proprietà del fondo i3 Università (destinata al CNR) con quella di proprietà comunale (che ospita il mercato e altri servizi).
Il Nuovo Polo della Conoscenza
Il futuro dell'Ex Manifattura è indissolubilmente legato alla creazione del nuovo campus del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), destinato a diventare il più grande polo di ricerca del Mezzogiorno. La visione strategica prevede di aggregare in un'unica sede prestigiosa, su un'area di circa 20.000 metri quadrati, le diverse realtà scientifiche dell'Area di ricerca di Bari, che in precedenza erano frammentate.
L'intervento di riqualificazione in corso trasformerà la struttura in un polo dedicato a:
- Sicurezza: con l'arrivo della nuova caserma dei carabinieri.
- Innovazione, nuove tecnologie e lavoro: con la sede del CNR e il nuovo incubatore di giovani imprese comunale, Porta Futuro 2.
I lavori per la riqualificazione sono in corso. Il Comune ha previsto di trasferire tutti i box del mercato nell’ala di via Nicolai, che dovrebbe diventare il nuovo cuore del mercato coperto.
Ex Manifattura Tabacchi of Bari: Metamorphosis of an Urban Icon
The Ex Manifattura Tabacchi of Bari is an imposing industrial complex situated in the heart of the Libertà district, located between Via Crisanzio and Via Nicolai. It stands as an exceptional testament to industrial archaeology and represents the epicenter of one of the most significant urban regeneration operations in Southern Italy.
Its history, spanning over a century, reflects the socio-economic transformation of the city: from a "cathedral of labor" to a hub for the knowledge economy.
History of the Factory (1913–1982)
Establishment and Architecture
The construction of the Manifattura occurred during a period of great activity in Bari at the beginning of the 20th century. The Italian State, through the Monopoli (Monopolies), decided to enhance tobacco production, which was becoming a mass habit and a strategic business of enormous economic importance.
Construction of the Bari plant began in 1908 following the initiative of King Victor Emmanuel III and was completed in 1913. The facility, built in the Liberty style, appears as a succession of sloping roofs covering orderly pink structures. It became operational in the first decade of the century, during a time when Bari had already reached a population of 100,000 inhabitants (a figure recorded in 1911).
The structure is located in the area currently defined by Via Nicolai, Via Libertà, Via Crisanzio, and Via Ravanas. In May 1904, the municipal administration ceded the land to the State and ensured it was equipped with essential services such as roads, water pipes, and sewage systems.
Social Impact: The "Tabacchine"
The factory had a profound social impact, serving as a driving force for the development of the entire area. The Libertà neighborhood literally arose around the factory. The Manifattura employed thousands of people, drawing labor even from other provinces like Salento.
The complex is inextricably linked to the figure of the "tabacchine," approximately one thousand female workers (compared to about one hundred male workers) who produced cigars and cigarettes. These women became a symbol of female occupational emancipation and a center of political and social consciousness. Due to their union efforts, they succeeded in electing Luigia De Marinis, Bari's first female city councilor in the post-war era.
The workers assigned to repair damaged products utilized tools such as scissors, scalpels, tweezers, pads, and solvents. They were required to scrape the damaged areas and use acetone and a metal press to correct scratches. Due to the daily exposure to acetone potentially damaging their health, employees were given a bottle of milk for therapeutic purposes.
Decline and Closure
In the mid-1960s, the "Reale Manifattura" ceased cigarette production, continuing only to function as a warehouse. The final closure of activities at the historic site occurred in 1982, the year the new Manifattura was inaugurated in Bari's industrial zone. The decision to delocalize was driven by the urban location's inadequacy and the factory's obsolescence.
In the immediate aftermath of its industrial use, a wing of the building was specifically renovated (at a cost of approximately 900 million lire) to temporarily host, from July 14 to October 24, 1986, the trial against 186 alleged affiliates of the "Nuova camorra pugliese," effectively serving as a Courthouse.
Current State and Degradation (Post-1982)
Despite the historical significance and regeneration efforts, the Ex Manifattura Tabacchi today is characterized by critical conditions. It is currently regarded as the most degraded market in the city, suffering from issues such as infiltrations, deteriorating walls, and several unusable stalls. The problems reported by market vendors across various municipal markets (including Sant’Antonio, Corso Mazzini, Santa Scolastica, and Santa Chiara) heavily affect the Ex Manifattura, presenting the most serious level of criticality, marked by closed boxes, rusty shutters, uneven paving, and interminable waiting times for simple repairs.
Regeneration Projects and the Future Hub
The Ex Manifattura Tabacchi is the subject of crucial requalification interventions aimed at transforming it into a center for innovation and knowledge.
The "Mani-Futura" Competition
The decisive turning point for comprehensive redevelopment came in 2016 with the "Mani-Futura" idea competition, launched by Invimit Sgr (Ministry of Economy and Finance) and the Municipality of Bari. The winning proposal, named "Non+Fumo" (Non+Smoke), aimed to create a unified vision for the entire complex.
The strategic vision involves connecting the portion owned by the i3 Università fund (earmarked for the CNR) with the municipal portion (housing the market and other services).
The New Knowledge Pole
The future of the Ex Manifattura is tied to the establishment of the new National Research Council (CNR) campus, which is slated to become the largest research hub in Southern Italy. The project is intended to aggregate the various fragmented scientific realities of Bari’s Research Area into a single prestigious 20,000 square meter location.
The ongoing requalification aims to transform the structure into a hub dedicated to:
- Innovation, New Technologies, and Labor: Hosting the CNR headquarters and the new municipal incubator for young businesses, Porta Futuro 2.
- Security: With the planned arrival of the new Carabinieri barracks.
The requalification works are currently underway, benefiting from PNRR funds. Recent reports indicate that the reconstruction for the portion housing the CNR has reached over 60% completion. The Municipality plans to relocate all market stalls to the Via Nicolai wing, intending it to become the new core of the covered market, possibly transforming it using the Boqueria model.