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Alluvionati, Casa degli - MetCast

Le meraviglie dell'atmosfera, un progetto di Vittorio Villasmunta
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Alluvionati, Casa degli
La "Casa degli alluvionati" è un imponente complesso residenziale e storico situato nel quartiere Libertà di Bari.
Dettagli principali sulla struttura:
  1. Origine e Scopo: La costruzione fu eretta tra gli anni '20 e '30 (precisamente, fu costruita nel 1928) ed era destinata a coloro che erano rimasti senza un alloggio a causa della tragica alluvione che colpì il capoluogo pugliese il 6 novembre 1926 ("VI novembre MCMXXVI"). Il complesso è inserito nella lista dei complessi di edilizia residenziale pubblica di interesse storico, creato per dare rifugio ai cittadini colpiti dall'alluvione del 1926.
  2. Localizzazione: Si trova nel quartiere Libertà. L'imponente fabbricato è stretto tra le vie Nicolai, Martiri D'Otranto e Don Bosco. Occupa un intero isolato e si affaccia su via Libertà, di fronte all'ex Manifattura dei tabacchi.
  3. Costruzione e Progettazione:
    • Il progetto per l'edificazione del condominio fu commissionato dall'Istituto fascista autonomo per le case popolari all'ingegnere Giuseppe Favia.
    • L'edificio è caratterizzato da quattro smussi d'angolo che arrotondano il blocco rettangolare.
  4. Caratteristiche Architettoniche e Simboli:
    • Sui portali d'ingresso del fabbricato è incisa la stessa iscrizione: "Alluvione VI novembre MCMXXVI". Questa epigrafe originale, in alcuni portali di un triste grigio oliva, è stata ridipinta su altri.
    • La struttura presentava una facciata in stile neoclassico (il piano terra marrone è rifatto secondo gli stilemi dell'architettura fascista) con dettagli Liberty (il piano superiore è rosa pallido).
    • Il grande cancello del complesso residenziale esibisce un doppio enorme fascio littorio (simbolo del regime), che esprimeva la retorica di riscatto e rinascita dell'epoca.
L'alluvione del 6 novembre 1926 fu un evento drammatico, causando 19 morti e 50 feriti. Questa fu solo una delle numerose gravi inondazioni che colpirono Bari nel primo trentennio del XX secolo, incluse quelle del febbraio 1683, settembre 1827, agosto 1833 e una memorabile alluvione il 23 febbraio 1905, quando le acque del Picone ruppero gli argini.
La "Casa degli alluvionati" è un esempio significativo di complesso residenziale che oggi contribuisce alla confusione e alla vivacità del quartiere Libertà, mostrando un insieme di colori, epoche e "tradizioni" diverse.

The "Casa degli Alluvionati" (House of the Flood Victims) is an imposing and historical residential complex located in the Libertà district of Bari.
Key Details about the Structure:
  1. Origin and Purpose: The building was erected in 1928 to provide housing for those left homeless after the tragic flood that struck the Apulian capital on November 6, 1926. The complex is included in the list of public residential construction complexes of historical interest.
  2. Location: It is situated in the Libertà district. The imposing building is located on Via Don Bosco and stretches to Via Libertà, across from the former Manifattura dei Tabacchi (Tobacco Factory). It occupies an entire block and is bordered by Via Nicolai, Via Martiri D'Otranto, and Via Don Bosco.
  3. Architectural and Symbolic Features:
    • The complex is noted for being a collection of different colors, eras, and "traditions," which well represents the confusion and vibrancy of the Libertà neighborhood.
    • The façade exhibits a brown ground floor, redone according to the styles of Fascist architecture, and an upper floor in pale pink, maintaining a Liberty style.
    • On the entrance portals of the building, the inscription "Alluvione VI novembre MCMXXVI" is engraved, commemorating the 1926 flood.
    • The structure has a very distinctive appearance, particularly where it faces Via Martiri d’Otranto: one part is brown Fascist architecture (ground floor) and the upper part is pale pink in Liberty style.
    • The drive is framed by two Fascist symbols (fasci littori) which, although now rusty and almost hidden by accumulated trash near the bins, clearly express the rhetoric of redemption and rebirth prevalent during that regime period.
    • The overall complex of residential social housing preserves the Murat district's logic of the isolated block and is comprised of three buildings with courtyards of varying sizes, standing 4-5 levels high. The building types are in a row with stair access. The bases are made of rusticated limestone, and the rise is plastered. The architectural language employed is late nineteenth-century eclectic and aims at the monumentalization of the social residence theme conceived as a public work. The façade is characterized by balconies alternating with windows. The crowning elements beyond the cornice and the slight advances of the intermediate building bodies make the facades dynamic. The front on Via Don Bosco, however, consists of subsequent buildings made of reinforced concrete from the mid-20th century.
The tragic flood of November 6, 1926, resulted in 19 deaths and 50 injuries. Plaques on Via Garruba and Via Trevisani still recall this and other disastrous floods (1905 and 1915), marking the height of the water level on the street: specifically, the 1926 flood reached 0.90 meters on Via Garruba at the corner of Via Ravanas/Via Trevisani, and 1.00 meter on Via Trevisani at the corner of Via Garruba/Via Murat.

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