Vai ai contenuti

Alluvioni - MetCast

Le meraviglie dell'atmosfera, un progetto di Vittorio Villasmunta
Salta menù
Alluvioni

La parola chiave "alluvione" è strettamente legata alla storia e alla morfologia del territorio barese, caratterizzato dalla presenza delle cosiddette lame (antichi letti di torrenti).
Ecco un riepilogo degli eventi alluvionali più significativi e delle cause principali:
Alluvioni Storiche e Catastrofiche
Bari è stata colpita da alluvioni in diverse occasioni, spesso con conseguenze devastanti:
  1. Alluvione del 1567: Una piena devastante si abbatté su Bari il 2 ottobre 1567, distruggendo un ponte su Via Napoli e spazzando via le opere idrauliche che la Duchessa Isabella Sforza d'Aragona aveva avviato per allontanare le acque della Lama Picone. Questo evento portò alla formazione del vasto e insalubre pantano di Marisabella.
  2. Alluvioni del XIX secolo: Altri eventi gravi si registrarono nel settembre 1827 e nell'agosto 1833. L'alluvione del 1827 fu descritta come un evento tremendo, con acqua che proveniva dalle Murge (Altamura, Cassano, Santeramo) convogliata verso Loseto e Bitritto, sradicando alberi, abbattendo case e mietendo vittime umane.
  3. Alluvione del 1905: Il 23 febbraio 1905, una piena non potuta contenere dal Torrente Picone si riversò lungo il versante sud-ovest della città (Vie Manzoni, Sagarriga Visconti, Quintino Sella, De Rossi, Crisanzio, Garruba, Dante Alighieri, Putignani, Calefati), causando danni estesi. L'altezza dell'acqua fu misurata in alcuni punti fino a 0,70 metri.
  4. Alluvione del 1915: Nel settembre 1915, due impetuose correnti alluvionali (una da Cassano Murge tramite il Picone e l'altra da Noci e Putignano) inondarono l'abitato, causando 23 morti e 50 feriti. Le vie più colpite furono Principe Amedeo, Dante Alighieri, Nicolai, Trevisani, Sagarriga Visconti, Garruba, Manzoni, Crisanzio e Corso Italia (allora Via Candia).
  5. Alluvione del 1926 (la più grave): Il 5-6 novembre 1926, una violenta piena superò e abbatté un argine costruito sul Torrente Picone a Carbonara. L'onda d'acqua, alta circa 5 metri, causò il crollo di molti edifici nel centro di Bari e provocò 19 morti e 50 feriti. La precipitazione in 48 ore fu di 160 mm, un valore eccezionale con un tempo di ritorno superiore a 200 anni.
Alluvione Recente (2005)
L'alluvione del 22-23 ottobre 2005 è l'evento più recente citato dalle fonti:
  • Vittime: L'evento provocò 6 morti e decine di feriti. Cinque vittime furono causate dal cedimento di un terrapieno stradale tra Cassano e Bitetto.
  • Danni a Bari: A Bari, fu allagata e distrutta l'ex cava Di Maso nel quartiere Santa Rita (Carbonara), che era stata recentemente trasformata in un parco attrezzato.
Cause Principali e Ruolo delle Lame
Il territorio barese è caratterizzato da solchi naturali chiamati lame (come Picone, Lamasinata e Valenzano) che convogliano naturalmente le acque meteoriche dalla Murgia al mare.
Le principali cause delle catastrofi sono state l'azione antropica e la cattiva pianificazione:
  1. Urbanizzazione delle Lame: L'espansione edilizia (in particolare la creazione del Borgo Murattiano a partire dal 1815) ha portato a colmare tratti di solchi erosivi, come il Torrente Picone e l'area di Marisabella, senza tener conto dell'andamento idraulico.
  2. Opere Inadeguate: La costruzione di case (anche abusive) sul letto dei canali e la realizzazione di opere ferroviarie o stradali che ostruivano il naturale deflusso delle acque (come il terrapieno della ferrovia Bari-Locorotondo sul Torrente Valenzano, sostituito in modo insufficiente da cunicoli dopo l'alluvione del 1915) hanno amplificato i disastri.
Misure di Prevenzione (Post-1926)
Dopo l'alluvione del 1926, furono presi importanti provvedimenti per la difesa idrogeologica:
  • Canale Deviatore (Canalone): Fu realizzata la deviazione delle acque del Torrente Picone in un canale artificiale (Canale Deviatore Lamasinata/Canalone), diretto a mare in prossimità di San Francesco all'Arena. Questo ha evitato danni peggiori nel 2005.
  • Foresta di Mercadante: Fu programmata la forestazione di un'ampia area dell'alto bacino del Picone, corrispondente all'attuale foresta di Mercadante a Cassano delle Murge, come opera di difesa idraulica per resistere al fenomeno della "bomba d'acqua".
La prevenzione e la corretta manutenzione del territorio, specialmente delle lame, sono essenziali per ridurre l'esposizione al rischio idrogeologico.
Le aree della città di Bari a pericolosità alluvionale più elevata includono Lama Balice (Fesca), il canalone tra Marconi e San Girolamo, una parte di Santa Rita, i terreni della Lama Valenzano (Mungivacca e Japigia), e i tratti finali di Lama San Giorgio e Lama Giotta.

Summary of Floods in Bari (Alluvione)
The history of Bari is deeply intertwined with flooding, primarily due to its unique geographical structure, characterized by natural erosive channels known locally as lame (such as Picone, Lamasinata, and Valenzano) that naturally convey stormwater from the Murgia plateau to the sea. The major causes of the historical catastrophes are attributed to human activity and poor planning, particularly the uncontrolled expansion of the city into these natural channels.
Major Historical Floods
1. Flood of 1567: A devastating flood occurred on October 2, 1567. This event destroyed a bridge on Via Napoli and swept away the hydraulic works initiated by Duchess Isabella Sforza d'Aragona. This led to the formation of the large, unhealthy swamp known as Marisabella.
2. 19th Century Floods: Severe floods were recorded in September 1827 and August 1833. The 1827 flood was particularly destructive, channeling torrential rain from Altamura, Cassano, Santeramo, and surrounding areas towards Loseto and Bitritto, causing trees to be uprooted, houses to collapse, and claiming human lives.
3. Flood of 1905: On February 23, 1905, a torrent originating from the Picone area, unable to be contained or channeled, spilled out along the southwest side of the city (including Via Manzoni, Sagarriga Visconti, Quintino Sella, De Rossi, Crisanzio, Garruba, Dante Alighieri, Putignani, Calefati). Water reached heights of up to 0.70 meters in some areas (e.g., Via Garruba angolo Via Ravanas; Via Trevisani angolo Via Garruba was 0.40m). A temporary channel and a small embankment were created to divert the floodwaters after this event.
4. Flood of 1915: On the evening of September 3, 1915, two powerful flood currents (one from Cassano Murge via the Picone torrent, and another from Noci and Putignano) inundated the inhabited area. This disaster caused 23 deaths and 50 injuries. The flooded streets included Via Principe Amedeo, Dante Alighieri, Nicolai, Trevisani, Sagarriga Visconti, Garruba, Manzoni, Crisanzio, and Candia (now Corso Italia). The main damage was caused by the full force of the Valenzano Torrent which had been obstructed by the Bari-Locorotondo railway embankment. The height of the water was around 0.70 meters in some critical points.
5. Flood of 1926 (The Most Severe): Occurred on November 5-6, 1926. Violent floodwaters breached and broke an embankment previously constructed on the Picone Torrent near Carbonara. A wave about 5 meters high entered the city. The 48-hour rainfall reached an exceptional 160.0 mm (on November 5 and 6, 1926). This catastrophe resulted in 19 deaths and 50 injuries in the city center, which saw many buildings collapse. Water heights reached 1.20 meters (Via Murat angolo Via Trevisani) and 1.00 meter (Via Trevisani angolo Via Garruba). The disaster was attributed to the collapse of the dam/embankment, poor urban planning, and unauthorized construction on internal areas meant for gardens.
Recent Flood Event (2005)
The flood of October 22-23, 2005, is the most recent disaster mentioned.
• Impact: The event caused 6 deaths and dozens of injuries. Five victims died due to the collapse of a road embankment between Cassano and Bitetto.
• Damage in Bari: In Bari, the former Di Maso quarry in the Santa Rita neighborhood (Carbonara), which had recently been converted into an equipped park, was flooded and destroyed. The event also caused two train derailments in the province (near Cassano Murge and between Acquaviva delle Fonti and Sannicandro di Bari).
Causes and Poor Planning
The recurrence of these disasters is largely blamed on anthropogenic actions:
• Urbanization of Lame: The Murattiano expansion (starting in 1815) failed to account for the hydrographic layout, leading to the filling of erosive channels like the Picone Torrent and the Marisabella area.
• Inadequate Infrastructure: Construction (sometimes abusive) occurred in the beds of these natural channels. Notably, the Bari-Locorotondo railway constructed a large embankment over the Valenzano Torrent with only tiny culverts, which led to disastrous flooding in 1915 and 1926.
• Recent Errors: Even in the 2005 disaster, errors included building houses and plantations in the canal beds and constructing a public park inside a quarry (the Di Maso quarry) located in the natural drainage area.
Mitigation and Prevention
Following the devastating 1926 flood, significant hydraulic defense measures were implemented:
• Canale Deviatore (Canalone): The waters of the Picone Torrent were diverted into an artificial channel (Canale Deviatore Lamasinata/Canalone), directed to the sea near San Francesco all’Arena. The effectiveness of this system was proven in 2005, when the canaloni managed to drain the floodwaters within a few hours, mitigating even worse damage.
• Foresta di Mercadante: A wide area in the upper basin of the Picone near Cassano delle Murge was reforested (Foresta di Mercadante) as a hydraulic defense measure to slow the water flow during extreme precipitation events (the "bomba d'acqua" phenomenon).
The sources conclude that continuous maintenance and adhering to correct territorial planning, respecting the natural course of the lame, is crucial, as the natural phenomenon of heavy, intense, short-term precipitation (rain bombs) has increased.

Torna ai contenuti