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La variabile rh0c - MetCast

Le meraviglie dell'atmosfera, un progetto di Vittorio Villasmunta
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La variabile GFS rh0c.
In parole semplici, questa variabile indica l'umidità relativa sull'isoterma di 0°C, ovvero alla quota alla quale la temperatura dell'aria passa da positiva a negativa. Non si tratta quindi di un'umidità al suolo o a una quota standard, ma a una quota variabile che dipende dalla temperatura della massa d'aria.
La sua utilità principale risiede nella previsione del tipo di precipitazione, specialmente in inverno o nelle stagioni di transizione. Vediamo come, un passo alla volta.
Passaggio 1: Identificare la quota dello zero termico
Per prima cosa, il modello calcola la quota dove la temperatura è esattamente di 0°C. Questa quota è fondamentale perché è dove l'acqua può passare dallo stato liquido (pioggia) a quello solido (neve) e viceversa.
Passaggio 2: Valutare l'umidità a quella quota
Una volta identificata la quota dello zero termico, la variabile rh0c ci dice quanta umidità è presente in quello specifico strato dell'atmosfera.
  • Umidità relativa alta (valori > 70-80%): indica che a quella quota c'è molta umidità. Se una precipitazione sta cadendo (ad esempio, come pioggia da strati più caldi soprastanti), troverà un ambiente favorevole per trasformarsi in neve o per mantenerla tale se sta già nevicando. È un indicatore di un probabile "strato di fusione" o "strato di congelamento" molto efficiente.
  • Umidità relativa bassa (valori < 70%): indica che l'aria alla quota di 0°C è secca. Se della neve sta cadendo attraverso questo strato, potrebbe sublimare (passare da solido a vapore) o fondere più difficilmente. Se invece sta piovendo, l'ambiente secco può favorire il raffreddamento per evaporazione, abbassando ulteriormente la quota neve.

In sintesi, a cosa serve?
L'analisi della variabile rh0c è determinante per i meteorologi per affinare la previsione della quota neve e per distinguere tra:
  • Neve: alta umidità sull'isoterma di 0°C favorisce la formazione o il mantenimento dei fiocchi di neve fino a quote più basse.
  • Pioggia: bassa umidità a quella quota può indicare che la neve si scioglierà più in alto o che la precipitazione rimarrà liquida.
  • Sleet (pioggia gelata): situazioni complesse in cui l'umidità e la struttura termica a quella quota sono determinanti per la formazione di questo tipo di precipitazione.

In conclusione, non è una variabile che si guarda da sola, ma, incrociata con la temperatura, i geopotenziali e le precipitazioni previste, diventa uno strumento molto potente per prevedere con maggiore accuratezza dove e a che quota nevicherà.
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